Montag, 7. März 2016

La biblioteca è casa....



Angela De Simine Ceconi / Appassionata lettrice, giornalista free lance, naturopata, nonna
La biblioteca è come la mia seconda casa. Forse perchè sono membro del comitato di redazione del bollettino comunale INFO, oramai da oltre 15 anni, o forse più semplicemente perchè mi piace trascorrere del tempo nelle sale spaziose e rilassanti della biblioteca. Così, una volta perchè cerco un libro, un'altra perchè devo riguardare le bozze di articolo per l'Info, un'altra ancora perchè mi va di salutare Edith e Manuela, le nostre simpatiche bibliotecarie, ecco che in biblioteca ci vengo spesso. E l'atmosfera che ci trovo mi piace. Non è il luogo silenzioso e solitario, un po' triste, che ricorre nei miei ricordi di ragazzina, quando a Genova entravo quasi in punta di piedi nella grande biblioteca di Galleria Mazzini, dagli altissimi soffitti e con i bibliotecari musoni, che ti sgridavano se solo accennavi un sorriso. La nostra biblioteca è un'altra cosa, è piena di vita e di ragazzi, a volte c'è un po' di rumore, perchè i nostri giovani, comprese le mie nipoti, la "vivono" appieno. Già a partire dalla scuola materna, infatti, c'è una frequentazione delle sue sale; i bambini sono abituati a recarvisi, accompagnati dalle loro insegnanti, per interessanti lavori e piccoli spettacoli. I ragazzi delle ultime classi elementari e delle medie, poi, ci sono quasi di casa. E non solo in inverno, quando fuori fa freddo, pure in estate, quando li senti sciamare all'esterno, nel grande spazio antistante l'ingresso, o sulla bellissima ed assolata terrazza, a godersi il caldo. E leggono, questi ragazzini, sono davvero degli accaniti lettori. Che bello, vita ovunque. E che pazienza devono avere, le nostre bibliotecarie! Per accontentarci  tutti, per non sgridare troppo frequentemente i nostri giovani frequentatori, per essere sempre concentrate nel loro lavoro, nonostante le mille interruzioni. E poi la biblioteca è la mia casa, perchè spesso mi ospita come relatrice di corsi e conferenze. Quante cose passano tra queste mura: parole, musica, gesti, sorrisi, sgridate, abbracci, tutta la nostra vita, insomma. E un pomeriggio della scorsa estate, una turista seduta al piano terra, al tavolino, che leggeva un giornale, ha sgridato in malo modo i nostri ragazzi, perchè facevano un pizzico di confusione. L'ho guardata e le ho detto: "Lasci fare, questa non è una biblioteca normale. E' la nostra seconda casa, e a casa ci si diverte". Chissà perchè mi ha guardato male, forse non ha capito....mi dispiace per lei!

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